DIARIO · 2026-08-25 · EveryJot
EveryJot arriva su iPad
Roberto Bonfa' · 2026-08-25
EveryJot è nata il 12 agosto ed è finita sull'App Store il 21. Nove giorni dopo è diventata un'altra cosa: gira anche su iPad. Non come un'app per telefono ingrandita.
La versione 2.0.0 è in revisione da Apple mentre scrivo.
Cosa cambia sull'iPad
- Tre colonne: i quaderni a sinistra, l'elenco delle note in mezzo, la nota aperta a destra. Su iPhone non cambia niente, ed è la cosa che ho verificato per prima.
- Il disegno a mano con la Apple Pencil, che diventa un allegato della nota come una foto. La Pencil non serve per forza: va bene anche il dito.
- Trascina e rilascia: un file da un'altra app finisce dentro una nota. Una nota esce verso un'altra app.
- Ventisei scorciatoie da tastiera per chi tiene l'iPad su una tastiera fisica, più il puntatore e il trackpad che si comportano come ci si aspetta.
- La ricerca dentro la nota aperta, che prima non c'era da nessuna parte.
Una app sola, non due
Il punto che vale la pena chiudere subito: non è nata una seconda app. Stesso nome, stessa scheda, stesso identificativo, stesso prezzo, cioè gratuita. Chi ha già EveryJot sull'iPhone se la ritrova sull'iPad senza fare niente e senza pagare niente.
Fare due app separate avrebbe voluto dire due schede da mantenere, due revisioni ogni volta, soprattutto due copie dello stesso codice che dopo un mese non sono più uguali. Apple stessa ha una regola contro i doppioni. Qui c'è un binario solo che impara a disporsi in due modi.
La lezione che mi porto dietro
Due giorni li ho persi dietro un difetto che non era mio. Sull'iPad i pulsanti in cima alla nota non rispondevano quasi mai: ho fatto cinque ipotesi, tutte sbagliate: ogni giro è costato una compilazione. La causa era un aggiornamento di sistema in attesa di essere installato. Installato quello, il difetto è sparito. Porca paletta! 🤬
Il segnale che diceva "guarda fuori dal codice" c'era dal primo minuto: sul simulatore, stessa versione e stessa misura di schermo, non succedeva mai niente. Ci ho messo due giorni a dargli retta.
Tre correzioni vere sono nate lì dentro, mentre inseguivo un fantasma. Non è un pareggio, ma è qualcosa.