EveryJot
Le novità di EveryJot
SchedaPrivacy e contattiIn verifica su App Store
1.20 - la versione mandata sull'App Store
È la prima richiesta di pubblicazione del progetto, fatta il 17 agosto 2026: fino a qui EveryJot era andata solo su TestFlight. In attesa dell'esito.
- La firma in fondo alle Impostazioni, sopra la versione. È la stessa riga che sta nelle altre app, con lo stesso punto finale: un piede che cambia forma da un'app all'altra smette di essere una firma.
1.19 - annullare una registrazione
- Annullando non resta più una nota vuota. La nota entra nell'archivio prima che il microfono si accenda ed è giusto così, ma se poi si annulla e dentro non c'è niente adesso se ne va. Restano le note che hanno del testo, un allegato o la protezione.
- Annullando, la registrazione ripartiva da sola: il cronometro tornava indietro e sembrava che il tasto Annulla non funzionasse.
1.18 - quattro difetti della registrazione dall'icona
- La tastiera copriva il pannello della registrazione: non si vedeva il cronometro, non si arrivava a "Ferma" e la tastiera non si poteva abbassare.
- Una registrazione poteva sparire insieme alla sua nota. Chiusa l'app mentre registrava, al riavvio non c'era né la nota né la clip. Adesso la nota entra nell'archivio prima che il microfono si accenda.
- La registrazione rimasta a metà si ritrova: al riavvio l'app riapre quella nota e propone di allegarla.
- Il cronometro non conta più una registrazione che non c'è: la Dynamic Island continuava a contare per ore una registrazione morta insieme al processo.
1.17 - il tocco lungo sull'icona
- Tre voci tenendo premuta l'icona: Nuova nota, Nuova registrazione e Cerca. Portano dritte a fare una cosa, senza passare per l'app.
- Nuova registrazione è quella che vale di più: registrare è la funzione "adesso o mai più" e prima costava aprire l'app, arrivare a una nota e toccare il microfono. Adesso la nota nasce e il microfono si accende da solo.
- Cerca porta in Libreria col campo già aperto: con un'app di note si fanno due cose, scriverne una nuova e ritrovarne una vecchia, e la seconda costava tre tocchi.
- "Nuovo promemoria" non c'è ed è una scelta: qui un promemoria vive su una nota, quindi da lì sarebbe nato su una nota vuota e in Promemoria di Apple sarebbe comparsa una voce senza titolo e senza corpo.
1.16 - quaderni e tag
- Un quaderno svuotato diceva ancora di avere delle note: la scheda contava anche quelle nel cestino, mentre chi apre quel quaderno le vede escluse.
- "Modifica" in Quaderni adesso serve a qualcosa. Si chiama Seleziona, sceglie quaderni e tag e li elimina insieme; i quaderni restano riordinabili trascinando. L'avviso dice anche quante note resteranno senza quaderno: non vengono eliminate, ma perdono il contenitore e chi elimina deve saperlo prima.
1.15 - l'aspetto segue l'account
- Palette e identità visiva viaggiano su iCloud e si ritrovano su ogni dispositivo con lo stesso account. Prima c'era solo la frase che lo prometteva.
- Restano sul telefono di proposito il blocco dell'app, il PIN e il conto dei tentativi sbagliati: proteggono questo telefono e sincronizzarli vorrebbe dire chiuderne uno perché se n'è chiuso un altro.
1.14 - la selezione multipla in Libreria
- La modalità selezione fa qualcosa. Prima aveva due sole azioni, spente finché non si sceglieva una nota: entrando in selezione la barra sembrava senza opzioni. Adesso c'è un menu con Seleziona tutto, Condividi, Esporta, Sposta in un quaderno, Aggiungi un tag ed Elimina, col numero di note scelte scritto sopra.
- Eliminare più note insieme, che prima non si poteva: vanno nel Cestino, quindi si ripristinano per trenta giorni.
- Il nome di una registrazione segue la lingua dell'app: era scritto a mano in italiano, quindi con l'app in inglese la tessera diceva "Registrazion..." in mezzo a un'interfaccia inglese.
- La schermata iCloud diceva le cose di EveryCent: parlava di abbonamenti, sistemi di pagamento e carte, che EveryJot non ha. Era la frase copiata dall'altra app.
1.13 - la registrazione si vede fuori dall'app
- La Live Activity della registrazione. Mentre si registra, il cronometro si vede nella Dynamic Island e nella schermata di blocco, col titolo della nota accanto, e da lì si ferma senza riaprire l'app. Prima l'unico segno che stesse ancora registrando era l'indicatore arancione del microfono di iOS, che non dice quale app, da quanto, né come si ferma.
- Il cronometro non si ferma durante una telefonata e non regala il tempo della chiamata: alla ripresa riparte dai secondi davvero registrati.
- Impaginata come quelle di sistema, dopo due giri: cronometro in rosso, "Registrazione" in grassetto e il titolo della nota sotto, col tasto di stop tondo a destra.
1.12 - la barra di formattazione
- Spesso non compariva affatto: contata dieci avvii di fila, c'era quattro volte su dieci. Al suo posto restavano i punti riservati a lei, cioè un vuoto.
- Adesso la disegna l'app, non il sistema. I numeri presi su un iPhone vero dicono che lo spazio riservato da iOS cambia da un'apertura all'altra, quindi nessun margine fisso poteva reggere.
- Le icone di allegati e microfono non si spostano più, né spariscono dietro la barra.
- La tastiera torna a salire subito all'apertura di una nota.
1.11 - le schermate per iMessage
Tre schermate per lingua per la sezione "App per iMessage" della scheda dell'App Store, e la verifica che l'invio vero di una nota dall'estensione funziona: diventa un messaggio con titolo, anteprima e icona, parte e arriva "Consegnato".
1.10 - quattro rifiniture
- La barra in cima all'editor è più corta e in un ordine deciso da chi la usa: Quaderno, tag, Promemoria, Protetta, Condividi, Esporta, In sospeso.
- La graffetta e il microfono non sono più in quella barra: erano gli ultimi due, cioè oltre il bordo dello schermo. Vivono agli estremi della fascia degli allegati, dove si vedono senza cercarli.
- "Inchiostro" è l'identità visiva con cui l'app si presenta la prima volta.
- Il comando "Nuova nota" nel Centro di Controllo aveva la stessa icona di EveryCent: chi ha tutte e due le app si trovava due comandi identici senza modo di sapere quale fosse quale.
1.9 - dalla scheda Promemoria si arriva alla nota
Era un elenco che faceva vedere che una cosa esiste senza lasciarci fare niente. Adesso il titolo apre la nota e la campanella apre il foglio del promemoria, per spostare una scadenza senza passare dall'editor.
1.8 - dai quaderni e dai tag si arriva alle note
- Toccarli non faceva niente: si potevano solo creare, rinominare ed eliminare, quindi la scheda Quaderni mostrava dei contenitori senza mai lasciarci guardare dentro.
- Dall'anteprima di un allegato non si usciva più: un'immagine si apriva a tutto schermo senza barra e l'unico modo di tornare indietro era chiudere l'app.
- Il microfono e la graffetta stanno agli estremi della fascia allegati, accanto a quello che producono.
- La tastiera si abbassa trascinando il testo verso il basso, il gesto che tutti conoscono da Mail e da Messaggi.
1.7 - le altre app in Contatti
L'elenco delle mie app con il logo, cosa fanno e il collegamento alla loro pagina su App Store. Le app vengono prima dei siti: chi ha appena installato un'app è più disposto a installarne un'altra che ad aprire un blog.
1.6 - la registrazione audio e gli allegati
- Dall'editor si registra una nota vocale. Una riunione si registra dentro la nota in cui la si sta scrivendo e la registrazione diventa un allegato come gli altri. Il pannello non si chiude per sbaglio trascinandolo giù: perdere una riunione a metà per una scivolata del dito sarebbe il modo peggiore di perderla.
- Se l'app muore mentre si registra, quello che era stato registrato si ritrova al riavvio.
- La registrazione si ferma da sola alla durata massima - un'ora e quarantanove minuti - e lo dice. Il limite non è un numero scritto a mano: si ricava dal tetto degli allegati e dalla qualità dell'audio.
- Dentro una nota si possono mettere file: immagini, PDF, Word, audio, qualunque cosa. Il file viene copiato dentro EveryJot e non collegato, perché un collegamento a un file poi spostato diventerebbe un allegato rotto.
- Gli allegati di una nota protetta sono cifrati con la stessa chiave del testo. Se il testo fosse cifrato e la foto del documento allegato no, la protezione sarebbe una promessa non mantenuta.
- In Opzioni si legge quanto spazio occupano: è lo spazio iCloud di chi usa l'app e senza quella riga non c'è modo di accorgersi che cresce.
1.5 - i quindici loghi
Le icone delle quindici palette rifatte, più pulite e più leggibili alla dimensione vera dell'icona.
1.4 - il promemoria porta con sé la nota
- Nel campo "Note" del promemoria di sistema finisce tutto il contenuto, non solo la prima riga. Nasce da una segnalazione: una nota lunga veniva salvata benissimo, ma il promemoria collegato portava solo il titolo.
- Un elenco "EveryJot" dentro Promemoria di Apple, così le note non si mescolano più con tutto il resto. L'elenco si sceglie in Opzioni.
- Il corpo di una nota protetta non entra nel promemoria, solo il titolo: riversarlo dentro Promemoria vanificherebbe la protezione.
1.3.1 - prima versione su TestFlight
- Corretto un difetto grave nato nella 1.2: l'archivio veniva cercato nel posto sbagliato e chi aveva installato quella build avrebbe trovato la Libreria vuota, senza alcun avviso. Le note non si perdevano, l'app guardava altrove.
1.3 - mai uscita
- Note protette nelle Impostazioni: dice se un PIN è impostato, permette di cambiarlo e spiega che cos'è, cioè un codice di EveryJot e non quello del telefono, da cui nasce la chiave che cifra le note.
- Chiedi sempre il PIN: acceso, le note protette si aprono soltanto col PIN.
- Cambiare il PIN riavvolge le chiavi di tutte le note protette. Senza questo passaggio ogni nota protetta sarebbe diventata illeggibile per sempre.
- Dall'editor si condivide anche il Markdown, non solo il PDF, e un quaderno nuovo si crea senza uscire dall'editor.
1.2 - mai uscita
- La barra di formattazione se la sceglie chi scrive: cinque comandi fra tredici, riordinabili trascinandoli. Quelli che restano fuori vivono nel pannello, quindi non sparisce niente.
- Il blocco dell'app intera con Face ID, Touch ID o il codice del telefono. È una cosa diversa dalla protezione della singola nota e la schermata lo dice.
- Le Impostazioni si dividono in sette schermate e i gesti rapidi portano la nota nuova nelle Scorciatoie, nel tasto Azione, nel doppio tocco sul retro, in Siri e nel Centro di Controllo.
1.1 - mai uscita
Tutte le correzioni uscite da una verifica indipendente: ventiquattro difetti trovati dentro lavori dichiarati chiusi.
- Una decifrazione fallita non distrugge più il contenuto: l'editor si apriva vuoto e la prima battuta riscriveva quel vuoto sopra la nota vera.
- Il motore Markdown non cancella più caratteri e un carattere di controllo non corrompe più il file Word.
- I promemoria suonano e non si scollegano più da soli sul secondo dispositivo.
- Sicurezza: il PIN non è più un'impronta nuda ma passa da PBKDF2 con sale casuale e duecentodiecimila giri; la chiave di ogni nota è avvolta da una chiave che nasce dal PIN, quindi senza PIN non si decifra niente; i tentativi sul PIN sono limitati; le chiavi delle note eliminate escono dal portachiavi.
1.0 - mai uscita
La prima costruzione: modello dati, quindici palette e tre identità visive, motore Markdown scritto da zero senza dipendenze, editor con barra di formattazione, quaderni e tag, Libreria con ordinamento, ricerca e filtri, cestino con pulizia dopo trenta giorni, note protette con cifratura AES-GCM, sincronizzazione iCloud, esportazione in Markdown, PDF, immagine e Word, collegamento ai Promemoria di Apple, apertura dei file .md esterni ed estensione per iMessage.
In verifica su App Store