Changelog
Le versioni di EveryJot, dalla prima. Qui non ci sono le date: le versioni si susseguono e nessun numero viene saltato, nemmeno quello delle build che non sono mai uscite dal Mac.
1.3.1 - prima versione su TestFlight
- Corretto un difetto grave nato nella 1.2: l'archivio veniva cercato nel posto sbagliato e chi aveva installato quella build avrebbe trovato la Libreria vuota, senza alcun avviso. Le note non si perdevano, l'app guardava altrove. Con questa versione tornano al loro posto.
- Aggiunte le prove automatiche su dove vive l'archivio, che è il controllo che sarebbe dovuto esserci dal principio.
1.3 - mai uscita
- Note protette nelle Impostazioni: dice se un PIN è impostato, permette di cambiarlo e spiega che cos'è, cioè un codice di EveryJot e non quello del telefono, da cui nasce la chiave che cifra le note.
- L'opzione Chiedi sempre il PIN: acceso, le note protette si aprono soltanto col PIN e il riconoscimento del volto non viene nemmeno proposto.
- Cambiare il PIN riavvolge le chiavi di tutte le note protette. Senza questo passaggio ogni nota protetta sarebbe diventata illeggibile per sempre.
- Dall'editor si condivide anche il Markdown, non solo il PDF.
- Un quaderno nuovo si crea direttamente dall'editor, senza uscire e andare nella scheda Quaderni.
- Corrette due cose che si vedevano: la barra di formattazione restava sopra la tastiera del PIN, l'ultimo bottone di una schermata finiva sotto la dock.
1.2 - mai uscita
- La barra di formattazione se la sceglie chi scrive: cinque comandi fra tredici, in ordine, riordinabili trascinandoli. Quelli che restano fuori vivono nel pannello, quindi non sparisce niente.
- Il blocco dell'app intera con Face ID, Touch ID o il codice del telefono, con attesa a scelta. È una cosa diversa dalla protezione della singola nota e la schermata lo dice.
- Le Impostazioni si dividono in sette schermate: Aspetto, Barra di formattazione, iCloud, Esportazione, Blocco, Gesti rapidi, Contatti.
- La schermata iCloud dice se sta sincronizzando, quando è stato l'ultimo scambio e perché è fallito.
- I gesti rapidi: nota nuova dalle Scorciatoie, dal tasto Azione, dal doppio tocco sul retro, da Siri e dal Centro di Controllo.
- L'icona riempie la tessera: il disegno stava su meno della metà dell'immagine.
1.1 - mai uscita
Tutte le correzioni uscite da una verifica indipendente: ventiquattro difetti trovati dentro lavori dichiarati chiusi.
- Una decifrazione fallita non distrugge più il contenuto: l'editor si apriva vuoto e la prima battuta riscriveva quel vuoto sopra la nota vera.
- L'esportazione di più note non ne perde più per strada quando due hanno lo stesso titolo.
- Il motore Markdown non cancella più caratteri e un carattere di controllo non corrompe più il file Word.
- Il PDF di una nota lunga è impaginato invece di essere una pagina sola fuori misura.
- I promemoria suonano e non si scollegano più da soli sul secondo dispositivo.
- Sicurezza: il PIN non è più un'impronta nuda ma passa da PBKDF2 con sale casuale e duecentodiecimila giri; la chiave di ogni nota è avvolta da una chiave che nasce dal PIN, quindi senza PIN non si decifra niente; i tentativi sul PIN sono limitati; le chiavi delle note eliminate escono dal portachiavi e i file temporanei delle esportazioni vengono cancellati.
1.0 - mai uscita
La prima costruzione: modello dati, quindici palette e tre identità visive, motore Markdown scritto da zero senza dipendenze, editor con barra di formattazione, quaderni e tag, Libreria con ordinamento, ricerca e filtri, cestino con pulizia dopo trenta giorni, note protette con cifratura AES-GCM, sincronizzazione iCloud, esportazione in Markdown, PDF, immagine e Word, collegamento ai Promemoria di Apple, apertura dei file .md esterni ed estensione per iMessage.